I festeggiamenti inizieranno a Baia San Giorgio, dove un gruppo di sbandieratori e tamburi, con una delegazione del corteo rappresentante il popolo e un gruppo di marinai, sarà presente alla celebrazione eucaristica, che precederà l’imbarco della Sacra Icona nicolaiana, in un clima di fede e gioiosa devozione.
La stessa delegazione del corteo, con bandiere e tamburi, attenderà l’arrivo della Sacra Icona, che da Baia San Giorgio approderà al Molo San Nicola; essa sarà scortata dal gonfalone della città di Bari, con le autorità civili e religiose, percorrendo i vicoli della città vecchia fino ad arrivare alla “Caravella”, collocata davanti al Castello Svevo.
Da lì il quadro resterà esposto ai fedeli per tutto il percorso del corteo storico, fino all’arrivo in Basilica.
Alle 20.00 partirà il corteo, composto dai quadri scenici nelle modalità sotto indicate. Ad aprire il corteo, prima degli araldi a cavallo, e a chiuderlo, ci saranno le due formazioni bandistiche della “Grande Orchestra di Fiati Enrico Annoscia – Città di Bari”, diretta dal maestro Pasquale Aiezza.
“L’inizio”
San Nicola nacque a Patara nel 260 dopo Cristo, città marittima della Licia in Turchia. In seguito si trasferì a Myra, dove divenne vescovo. Uomo della carità si distinse per la sua generosità verso i poveri e i bisognosi.
Il nove maggio 1087 le reliquie di San Nicola arrivarono a Bari e dall’ora viene celebrata questa festa. San Nicola, santo universale, venerato in Oriente ed in Occidente.
Le navi di ritorno da Myra prima di arrivare a Bari si fermarono al porto di San Giorgio, prepararono un’urna decorosa dove sistemarono le ossa di San Nicola. Nella città di Bari arrivarono degli araldi a cavallo che annunciavano l’imminente ritorno dei marinai con un carico così prezioso.
“Una caravella di arte e di pace”
Il grande carro delle arti sul quale troviamo la narrazione della traslazione, accompagnata dalla musica. L’opera che ricorda il miracolo dei tre bambini ritornati in vita e la Santa Manna il simbolo liquido della vita, che continua a sgorgare dopo la morte. Ed infine i danzatori portatori di pace, attraverso un “mare di anime bianche” l’umanità in cammino.
È la stessa idea di movimento che, secoli fa, ha accompagnato la traslazione di San Nicola e che oggi torna a parlarci, in un tempo in cui il bisogno di pace tra i popoli è più urgente che mai.
Questa caravella sceglie un linguaggio universale quello dell’arte, capace di unire tutti senza barriere. Il teatro, la musica, l’arte, la danza.
Siamo chiamati a prendere coscienza di questa bellezza per diventare portatori di pace.
“I popoli di Bari”
Nello stesso giorno dell’arrivo del corpo di San Nicola a Bari, furono sanate 47 persone. Provenienti da ogni dove, tra loro troviamo l’etnie armene, serbe, slave, ebree, turche, che rappresentano l’internazionalità, che apparteneva alla città di Bari.
I baresi in festa per il loro amato protettore pregano e cantano, portando con loro tre pale che raffigurano i miracoli. Il giovane Nicola, venne a conoscenza di una famiglia caduta in miseria, formata da padre e tre figlie. Nicola donò la dote per ciascuna fanciulla. Il vescovo Nicola, pastore buono intervenne nel caso di una grande carestia e fame che colpì la città di Myra. Salvò da morte certa tre ufficiali condannati a morte. Intercedendo in loro favore. Un santo vicino alla buona e povera gente di questo mondo.
Gli scambi commerciali, da sempre nutrimento e sostentamento, per noi gente del Mediterraneo. I mercanti festanti in onore di San Nicola, simbolo di benessere e prosperità per il popolo barese
Nel 1087 i Normanni regnavano su Bari. I guerrieri venuti dal Nord ora s’aggiravano per i vicoli di Bari e si mescolavano ai Greci e ai Longobardi rinsaldando il loro potere.
“San Nicola il santo delle genti, dei bambini e della pace”
I popoli del mondo, una delegazione di comunità straniere che insieme sfilano nei loro costumi tradizionali, portando con loro la forza di storie e tradizioni diverse intonando canti di pace in varie lingue. Nicola il santo universale delle genti segno di pace e di dialogo.
Il legame è profondo tra San Nicola e i bambini. Che continua a proteggere, possano essere segno di unità e di speranza in questo mondo, simbolo di pace e riconciliazione fra gli uomini.
“Traslatio Sancti Nicolai A.D. 1087”
Dopo la sua morte la fama di San Nicola si accresce sempre più, devoti e pellegrini, si recano in pellegrinaggio sulla sua tomba, meta di purificazione, di espiazione, per chiedere grazie e intercessione intonando canti in suo onore.
Nel 1087 i Normanni regnavano su Bari. I guerrieri venuti dal Nord ora s’aggiravano per i vicoli di Bari e si mescolavano ai Greci e ai Longobardi rinsaldando il loro potere.
Le più antiche famiglie nobili baresi del tempo, i bizantini del catapano greco. I Chiurlia e i Dottula, che sostennero materialmente l’impresa della traslazione.
Il clero: l’abate Elia del monastero di San Benedetto che custodi le reliquie, monaci, vescovi, arcivescovi, turiferari e chierici, latini e bizantini, a suggellare la fusione di riti e culture diverse, sottolineando l’ecumenismo di cui San Nicola è l’unione.
La Santa Imbarcazione, in cui, a prua, si scorgono i due preti, Lupo e Grimoaldo, il giovane Matteo, che materialmente raccolse le ossa del Santo e i restanti marinai, che presero parte all’impresa.
Giunti alla Basilica, tutti i quadri scenici del corteo si avvicenderanno, man mano, in un’ultima breve performance accompagnati da giochi di luci e proiezioni. A seguire l’esibizione vocale della “Piccola Orchestra Italiana senza strumenti dei Mezzotono”, omaggeranno San Nicola in una toccante esibizione. Verrà proiettato un video per preparare gli astanti all’ingresso trionfale dei marinai con l’effige del Santo Il tutto si concluderà con la consegna della Sacra Icona al Priore della Basilica e al Sindaco della città, tra il suono festoso delle campane della Basilica di San Nicola accompagnata dalla presenza di una delegazione etcnica dell’Associazione Culturale “Abusuan”.
Direzione artistica e regia: Gianni Ciardo.
Aiuto regia: Nicola Marino.
Assistenti di regia: Ebe Guerra, Lucia Carbonara, Giacomo Milella
Responsabile dell’esecuzione: Christian Calabrese.
Segreteria di produzione: Oriana Medolla.
Foto e riprese Audio-Video: Accademia di Belle Arti di Bari.
Attori/ci: Franco Ferrante, Maddalena De Marco, Graziana Fiorese, Maria Ladisa.
Maestri Coreografi: Ernesto Valenzano, Noemi Maggi.
Musicisti e Cantanti: Piccola Orchestra Italiana senza strumenti dei Mezzotono, “Grande Orchestra di Fiati Enrico Annoscia – Città di Bari”, diretta dal maestro Pasquale Aiezza, Terra dei suoni, Davide Dentuti del Conservatorio di musica Niccolò Piccinni di Bari, Ana Estrela per Origens.
Scenografie: Damiano Pastoressa, Accademia di Belle Arti di Bari, Prof. Mauro Antonio Mezzina, docente di scultura, Accademia di Belle Arti.
Costumi: Teatro Di Cagno.
Trucco/Parrucco: Giusy Laghetti.
Le associazioni: Ruda Ballett, Belly Dancer, Terra dei suoni, Timpanisti Nicolaus Barium, Militia Sancti Nicolai, Insieme per…, Bari Capitale…, Abusuan, Spaccabari, Consolato armeno, Cooperativa sociale Lavoriamo Insieme, Menti Ardenti, Marinai della Traslazione, I Figuranti di San Nicola, Stratos, Antique Artis, Nundinae.