Il Corteo Storico di San Nicola 2026 si presenta quest’anno con un’immagine potente e carica di significato: una caravella. Non solo una nave, ma un simbolo di viaggio, incontro e speranza. È la stessa idea di movimento che, secoli fa, ha accompagnato la traslazione di San Nicola e che oggi torna a parlarci, in un tempo in cui il bisogno di pace tra i popoli è più urgente che mai.
Questa caravella diventa allora un ponte tra passato e futuro: richiama la storia, ma guarda avanti. E lo fa scegliendo un linguaggio universale, capace di unire tutti senza barriere — quello dell’arte.
Proprio l’arte sarà il cuore pulsante di questa edizione. Un’arte viva, condivisa. Per la prima volta, inoltre, sono stati coinvolti in modo diretto anche i giovani, eccellenze del territorio: i talenti dell’Accademia di Belle Arti e del Conservatorio di Bari.
I primi hanno prodotto un’opera scultorea che sfilerà sul palco semovente posto al principio del corteo.
I secondi ci accompagnano con una proposta musicale, solo di pianoforte, che è pensata come un racconto sonoro in movimento, anch’esso sul palco semovente: un intreccio di melodie che seguono il ritmo del corteo e ne amplificano l’energia. Le esecuzioni dal vivo trasformano lo spazio urbano in un palcoscenico condiviso, coinvolgendo il pubblico in un’esperienza immersiva.
A guidare il racconto saranno due attori, Franco Ferrante e Maddalena De Marco, che accompagneranno e prepareranno il pubblico lungo il percorso, facendo rivivere la traslazione di San Nicola. Le loro voci renderanno la storia più vicina e accessibile, trasformando la rievocazione in un’esperienza di partecipazione collettiva.
Anche la danza avrà la sua parte, che andrà a completare la presenza di tutte le forme artistiche e di tutti i loro linguaggi. La coreografia, ideata e diretta dal Maestro coreografo Ernesto Valenzano, prende vita grazie alla partecipazione delle scuole di danza del territorio, con i loro allievi e l’impegno delle maestre e dei maestri che li accompagnano in questo percorso artistico condiviso. La coreografia un omaggio a San Nicola incentrata sul concetto di pace e sul percorso che l’essere umano deve attraversare per prendere coscienza per diventare portatore di pace, attraverso un “mare di anime bianche” verrà rappresentata l’umanità in cammino.
Il corteo sarà poi preceduto e seguito da due bande: due formazioni fornite dalla Grande Orchestra di Fiati “Enrico Annoscia” Città di Bari apriranno e chiuderanno il Corteo Storico. Il maestro direttore Pasquale Aiezza creerà una selezione di brani classici e senza tempo per aprire e chiudere il Corteo di quest’anno.
E poi, come sempre, ci saranno loro: i figuranti. Sono il cuore autentico del Corteo, l’anima che lo rende vivo ogni anno. Selezionati nei diversi Municipi della città, rappresentano il legame profondo tra l’evento e la comunità, perché il Corteo non è solo uno spettacolo, ma un patrimonio condiviso che dalla comunità prende forma. Accanto a loro, sfileranno anche le associazioni nicolaiane, da sempre legate al culto del Santo e custodi delle tradizioni a lui dedicate, insieme alle storiche associazioni ospiti provenienti da tutta la Puglia, che arricchiscono il Corteo con la varietà e la ricchezza delle identità culturali del territorio.
Ed infine in collaborazione con l’associazione Abusuan, una delegazione di comunità straniere che insieme ad Ana Estrela, fondatrice di Origens, sfilerà in costume tradizionale, portando con se la forza di storie e tradizioni diverse intonando canti di pace in varie lingue trasformando il corteo in un ponte tra culture.
Le comunità straniere inoltre, insieme ai marinai, consegneranno al termine del percorso l’effige del santo patrono nelle mani del Sindaco e del Priore della Basilica Pontificia, a simboleggiare l’unione di tutti i popoli.
I festeggiamenti in onore del Santo sono diventati nel tempo uno dei più importanti momenti di unione religiosa e culturale, non solo del Sud d’Italia, ma anche a livello internazionale, e l’aspetto più caratteristico è certamente la rievocazione storica della traslazione, seguita e partecipata da tutta la popolazione.
A tenere insieme tutti questi elementi sarà la direzione artistica di Gianni Ciardo, chiamato quest’anno a svolgere un ruolo ancora più significativo: essere un vero punto di raccordo tra tradizione e innovazione, tra memoria e contemporaneità. Un anello mobile capace di dare coerenza a un progetto che mette al centro l’arte come strumento di bellezza e di riscatto.
“Una caravella di arte e di pace” è quindi molto più di un tema: è un messaggio. È l’idea che, anche in un tempo complesso, si possa costruire qualcosa insieme, affidandosi alla cultura, alla creatività e alla partecipazione. Un viaggio collettivo che parte dalla storia di San Nicola, ma parla al presente — e soprattutto al futuro.
Santo è Nicola
Gianni Ciardo