Dici San Nicola e pensi subito a Bari. Poche città al mondo vantano un legame tanto intenso con il Santo Patrono come quello che unisce Bari a San Nicola. Una figura che da secoli plasma l’anima dei baresi, sino a definirne l’identità, la storia e le tradizioni. Al Santo, venerato da cattolici e ortodossi di tutto il mondo, senza distinzioni geografiche o religiose, si attribuiscono numerosi miracoli e leggende.

Secondo le ricostruzioni più accreditate, San Nicola nacque tra il 261 ed il 280 d.C a Pàtara di Licia, nell’attuale provincia di Antalaya in Turchia. I suoi genitori appartenevano ad una famiglia benestante di fervente fede cristiana, in un’epoca nella quale professare il Verbo di Cristo poteva rivelarsi molto rischioso.

Orfano benestante vicino ai poveri, eletto vescovo di Myra

Un’epidemia di peste rese orfano il futuro Santo mentre era ancora molto giovane. L’improvviso addio ai genitori rappresentò un punto cruciale nella formazione del giovane San Nicola: forgiato nel profondo dai valori cristiani, mise a disposizione dei poveri e degli emarginati il ricco patrimonio che aveva ereditato, seguendo il precetto del profeta Davide: “Se vengono le ricchezze, non vi attaccate il cuore”. Alcuni anni dopo si trasferì nella vicina città di Myra – l’odierna Demre – dove fu ordinato sacerdote. Alla morte del vescovo metropolita, il popolo lo acclamò a gran voce successore naturale per le sue virtù di benefattore disinteressato e attento ai più diseredati.

San Nicola Vescovo, Basilica di San Nicola, Bari

Dalla persecuzione di Dicoleziano alla difesa della tradizione al Concilio di Nicea

San Nicola a Nicea

Dal 305 al 313 San Nicola subì le privazioni del carcere e dell’esilio durante la terribile persecuzione ordinata dall’imperatore Diocleziano, fedele al tradizionale culto pagano romano, contro tutti i cristiani dell’impero d’Oriente. Liberato da Costantino ne uscì ancora più rafforzato nella fede, riprendendo un’intensa attività di evangelizzazione.

Quasi certamente fu tra i 318 protagonisti del primo Concilio ecumenico indetto nel 325 a Nicea, in Turchia, dall’imperatore Costantino per riconciliare il mondo cristiano d’Oriente e di Occidente. Si narra che durante l’assise San Nicola, strenuo sostenitore della tradizione, si scontrò duramente con il teologo Ario, il quale, al contrario, negava la Trinità Divina, sostenendo che soltanto il Padre dovesse essere considerato veramente Dio. All’apice del diverbio San Nicola, accecato dalla rabbia, avrebbe schiaffeggiato l’eretico, un gesto che gli costò il ritiro delle insegne episcopali e la prigione. Ma Dio – si narra – decise di liberarlo e di riconsegnargli  la carica di vescovo.

Marinai coraggiosi portano le ossa di San Nicola a Bari

Secondo la tradizione San Nicola morì e fu sepolto il 6 dicembre 343 d.C. a Myra. Passeranno più di sei secoli prima le sue spoglie, trafugate da un manipolo di marinai coraggiosi, siano trasportate nella città che lo venererà come raramente è avvenuto nella storia della cristianità: Bari.

San Nicola Vescovo, Basilica di San Nicola, Bari