Le fonti attestano la nascita di San Nicola tra il 261 ed il 280 a Pàtara di Licia in Turchia. Rimasto orfano in giovane età, Nicola destina il ricco patrimonio ereditato ai più bisognosi, secondo gli insegnamenti cristiani impartiti dai genitori.

Viene incarcerato ed esiliato dall’imperatore Diocleziano, persecutore dei seguaci di Cristo, e liberato alcuni anni dopo da Costantino. Nel 325 partecipa a Nicea al Concilio Ecumenico, indetto dall’imperatore Costantino per riconciliare i cristiani d’Oriente e d’Occidente.

Muore nel 343 a Myra.

Un Santo benevolo, protettivo ma soprattutto pragmatico. Diversi aneddoti dipingono Nicola come un uomo vicino al popolo – con anima, spirito e fisico – per aiutare quanti ne invocavano il suo prezioso aiuto.

San Nicola ha scelto il proprio terreno d’azione tra i bisognosi: marinai in difficoltà sulle navi nel Mediterraneo, innocenti condannati a morte, ragazze senza dote, orfani e famiglie indigenti.

Non lo ferma neppure un carro bloccato nel fango. Nel racconto che lo vede protagonista con San Cassiano, il Santo di Myra accetta di rimboccarsi le maniche e sporcare le sue paradisiache vesti per soccorrere un contadino in difficoltà. È forse questa la leggenda che meglio riassume l’immagine popolare di San Nicola.

Un Santo accanto alla gente.